Oggi i social sono diventati il primo posto in cui le persone si fanno un’idea di te. Prima ancora di chiamarti, comprare o chiedere un preventivo, aprono Instagram o Facebook e guardano due cose: se sei “vivo” e se sembri affidabile. Il problema è che tante aziende e attività hanno un profilo che comunica l’opposto, senza volerlo: post vecchi di mesi, grafiche tutte diverse, messaggi confusi, contenuti sporadici.
E quando la comunicazione è discontinua, il pubblico interpreta quel vuoto come incertezza: “forse non sono organizzati”, “forse non lavorano tanto”, “forse non sono così professionali come dicono”. È una percezione ingiusta, ma reale. E spesso è lì che si perde il cliente: non perché ti abbia confrontato con un competitor migliore, ma perché quel competitor si presenta meglio, in modo più chiaro e costante.
In più, la gestione social tende a diventare un peso operativo: trovare idee, scrivere, creare grafiche, pubblicare, restare coerenti con il brand… e farlo ogni settimana. Risultato? Si rimanda, si improvvisa, si pubblica quando “avanza tempo”. Ma nel frattempo i social restano una vetrina aperta 24/7 che non sta lavorando per te. E se oggi non controlli la percezione, è la percezione che controlla il tuo business.